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Wilhelm Reich

Il quarto livello

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Il timo

Il timo è una ghiandola appartenente al sistema immunitario, è situato nella parte alta del torace, dietro lo sterno ed è formato da due lobi che si uniscono davanti alla trachea. Ogni lobo è formato da tessuto linfatico.

Il timo svolge un ruolo importante nella risposta immunitaria a partire dalla dodicesima settimana di gestazione, ma mentre è molto sviluppato nel feto, si atrofizza a poco, a poco nell’infanzia. Nell’adulto è presente ma non ha più alcuna funzione difensiva.

Perché questa ghiandola ci interessa? Perché essa, secondo Federico Navarro, rappresenta l’Io biologico.

La prima conferma di questa tesi viene dal momento evolutivo in cui il timo si attiva: la dodicesima settimana di gestazione. Questo è anche il periodo in cui si “definisce” l’identità sessuale del feto

Altra analogia è riscontrabile nella particolare funzione del timo: istruire i linfociti affinché apprendano a distinguere le molecole amiche da quelle nemiche, in altre parole, aiutare l'organismo a distinguere il sé dal non Sé (prima definizione dell’Io anche attraverso l’individuazione del non Io).

Federico Navarro ha sempre sostenuto che il fenomeno dell’AIDS non va tanto cercato nell’azione di un virus ma in una condizione sempre più diffusa di immunodeficienza (che è la causa, quindi, non l’effetto).

Il fatto che colpisca più spesso gli omosessuali, dipende proprio dalla loro difficoltà a riconoscere e incorporare la propria identità biologica.

Come reichiani crediamo che l'immunodeficienza non sia altro che l'espressione biologica di un problema che ha le sue radici in una scarsa o confusa identità bio-psichica.

Federico descrive due tipi di condizioni, l’ipotimismo con precocità o ritardo della pubertà, fragilità ossea, magrezza e eccitabilità neuro-muscolare e l’ipertimismo con iperproduzione delle cartilagini di coniugazione ossee, precoce crescita dello scheletro.

Il cuore

Il cuore è un muscolo cavo involontario di forma conica il cui vertice posa sul diaframma.

È situato nel torace, tra i polmoni, in uno spazio che si chiama mediastino (tra lo sterno e la colonna vertebrale), in cui trova posto insieme alla trachea, l'esofago, il timo e i vasi principali. È spostato a sinistra ed è sostenuto dai vasi sanguigni in entrata e in uscita.

Il cuore è formato di tre strati:

  • il pericardio, cioè il sacco che lo racchiude, composto da due foglietti;
  • il miocardio, cioè il tessuto muscolare contrattile;
  • l’endocardio, una sottile membrana che tappezza la superficie interna delle cavità cardiache, tutte suscettibili di infiammazioni.

Il cuore si presenta suddiviso in due metà da un setto verticale: a destra il cuore venoso, a sinistra il cuore arterioso. Le due metà sono poi ulteriormente divise da una membrana perforata in due cavità: l’atrio, superiormente, e il ventricolo, inferiormente.

Il sangue viene pompato per effetto della contrazione (sistole) dall’orecchietta (atrio) al ventricolo che si dilata (diastole) o viceversa.

I vasi della circolazione cardiaca sono: le vene che vanno al cuore (sangue venoso che è povero di ossigeno e ricco di anidride carbonica), le arterie che partono dal cuore (sangue arterioso ricco di ossigeno) e le coronarie (la circolazione propria del cuore).

Questi vasi sono ricoperti di tessuto muscolare, soggetto quindi, alle variazioni di tono di cui abbiamo già parlato: con effetto contrattivo per il simpatico e dilatativo per il parasimpatico.

La riduzione drastica del diametro dei vasi, a causa di una prevalenza eccessiva del simpatico (contrazione), può impedire l'afflusso del sangue e fenomeni ischemici transitori (angina) o definitivi (infarto).

La personalità di questi soggetti, scrive Federico Navarro, è quella di chi antepone il ruolo sociale, il lavoro, l’impegno di fronte agli altri alla propria vita affettiva. Ma in realtà sono persone che pur mostrandosi formalmente autonome e indipendenti, anzi facendosi vanto di ciò, nascondono invece un forte desiderio rimosso di protezione, amore e contatto.

La nevrosi cardiaca va invece annoverata tra i disturbi funzionali senza alcuna base organica. Questa nevrosi, dice Federico, ricorda al soggetto l’esistenza del suo cuore attraverso palpitazioni, tachicardia, dolori retrosternali, tutte manifestazioni che non alterano in alcun modo l’onda T dell’elettrocardiogramma.

Un pensiero costante di queste persone è la paura di morire, ma in realtà la “morte” che temono è l’abbandono, la separazione, il rifiuto o le ferite al loro narcisismo.

Il vantaggio secondario della loro marcata ipocondria, è la richiesta e la risposta d’affetto, e attenzione, che la paura per i propri sintomi provoca.

I due tipi di disturbo descritti, quelli con sintomi organici e quelli con sintomi psichici hanno in comune un nucleo orale ansioso, bisogni di contatto e amore, ma in più l’anginoso fugge nel terzo livello, il collo, negando e sostituendo tali bisogni con un ideale dell’Io che finisce per diventare persecutorio e portare al crollo.

Nel caso della nevrosi cardiaca può, talvolta, portare sollievo la respirazione. Questa, secondo Navarro, calma la sete di ossigeno e può, quindi, saziare il bisogno di contatto.

La respirazione

Nel quarto livello si trova la maggior parte dell’apparato respiratorio: trachea, bronchi, polmoni. L’attività polmonare assicura gli scambi gassosi tra l'organismo e l’ambiente esterno.

Con l’inspirazione si ha l’immissione d’ossigeno (trasportato dai globuli rossi), e con l’espirazione l’espulsione d’anidride carbonica. Ma l’attività respiratoria è importante anche per regolare (insieme ad altri organi, soprattutto i reni), l’equilibrio acido-base o acido-alcalino del sangue.

Una respirazione ridotta porta a una ritenzione dell’anidride carbonica e quindi a uno spostamento del PH nel senso dell’acidosi, viceversa una condizione di iperventilazione provoca una eliminazione eccessiva dell’anidride carbonica e alla prevalenza dell’alcalosi.

Gli acidi sono ioni positivi, gli alcali ioni negativi. Quando vi è equilibrio dinamico i liquidi sono vicini alla neutralità chimica e l’organismo funziona in modo orgonomicamente ottimale.

Il Test di Vincent è utilizzato proprio per misurare i parametri del PH e rileva quattro terreni energetici:

  • alcalino ossidato: biopatie primarie (cancro, AIDS ecc.);
  • acido ossidato: biopatie secondarie (diabete, artrite reumatoide ecc.);
  • acido ridotto: malattie somatopsicologiche (ulcera, infarto);
  • alcalino ridotto: somatizzazioni.

I polmoni sono due visceri voluminosi, vuoti, di forma conica. Nella parte inferiore adattano la loro forma a quella del diaframma. Il polmone destro è più voluminoso del sinistro.

Sono avvolti da membrane, le pleure, costituite da due foglietti che determinano uno spazio strettissimo ripieno di liquido che favorisce il movimento dei polmoni, un'infiammazione può aumentare il liquido intramembranoso e ostacolare l’espansione polmonare.

Le malattie come bronchiti, polmoniti o anche la tubercolosi, esprimono, per Federico Navarro, la scarica energetica di manifestazioni d’ambivalenza, collegate ad una condizione depressiva.

I sentimenti di tristezza e di mancata manifestazione ed elaborazione di vissuti dolorosi e luttuosi portano all’impotenza e alla rabbia, che repressa conduce alla rassegnazione.

Nella funzione respiratoria il diaframma svolge un ruolo centrale.

Nell’inspirazione, questo muscolo modifica la forma a cupola a convessità verso l'alto tipica della sua condizione di riposo, per appiattirsi verso i visceri permettendo l’allungamento e la dilatazione della gabbia toracica.

Nell’espirazione, attraverso un fenomeno passivo, torna ad assumere la sua forma di riposo.

Il diaframma rappresenta il quinto livello reichiano, descritto in seguito più dettagliatamente.

Per concludere il discorso sulla meccanica respiratoria è bene ricordare che sono molti i muscoli che vi partecipano e che influenzano l’ampiezza e la profondità del respiro.

Oltre ai muscoli intercostali e quelli dei distretti superiori (collo, scapole, braccia), particolare importanza rivestono i muscoli che provengono dal bacino, sia anteriormente che posteriormente, come ad esempio l’Ileo Psoas e il Quadrato dei lombi, che si portano fino alla colonna lombare e al margine inferiore della dodicesima costola dove si attacca la porzione posteriore del diaframma.

Aspetti psichici e somatici del torace

Nel quarto livello sono incluse anche le braccia, mani comprese. Nel torace troviamo rappresentati, come abbiamo visto, l’identità biologica dell'individuo e l'affettività e, in relazione ad entrambi gli aspetti: l’ambivalenza (sé/non Sé, maschile/femminile, amore/odio).

Respirare è sentire;, di conseguenza limitare la respirazione è limitare il sentire. La mobilizzazione del torace libera emozioni quali l’ira, la collera, il dolore, l’angoscia.

Il torace può essere bloccato in un atteggiamento cronico d’inspirazione o in quello d’espirazione.

Il torace bloccato in un atteggiamento inspiratorio è gonfio e può assumere la tipica forma a "botte", a volte questo tipo di struttura sottrae energia al ventre che è contratto, alle pelvi e alle gambe che possono apparire iporgonotiche.

L'ego di queste persone è spesso "gonfio" come il loro petto e il contatto con i sentimenti di tenerezza e affetto scarso. Se volete l’inspirazione cronica corrisponde un po’ a chi “prende” e non restituisce.

Il torace bloccato in un atteggiamento espiratorio è stretto e fragile ed esprime debolezza e depressione. A volte il distretto inferiore compensa la carenza energetica di quello superiore con la regione pelvica e le gambe massicci.

Al contrario dell’altro tipo l’Ego è sgonfio e il rifiuto di introdurre aria esprime l'incapacità di prendere dal mondo e di riempirsi.

Una bella citazione che ho trovato recita così: un torace libero prende con amore (inspirazione) e dà con amore (espirazione).

Altri aspetti morfologici comuni e sono la presenza di una placca rigida o molle all’altezza del cuore, un “buco” in corrispondenza dell’apice inferiore dello sterno o la conformazione ad “ali sporgenti” dell’estremità inferiore delle costole toraciche indice di un blocco diaframmatico importante.

Il seno può comunicare gradi diversi di vitalità, a seconda che sia ipoorgonotico, quindi esageratamente piccolo, flaccido con capezzoli introflessi, o ipeorgonotico, quindi esageratamente grosso, duro, simbolo spesso di narcisismo.

L’ambivalenza sessuale si manifesta talvolta con assenza di peli per gli uomini o presenza nelle donne.

Le braccia e le mani costituiscono i canali attraverso i quali sono espresse le emozioni. Possono colpire, accarezzare, abbracciare, afferrare, tenere, dare, protendersi, manipolare, sostenere ecc ecc.

La vegetoterapia di Federico Navarro, permette di evidenziare atteggiamenti difensivi di eccessiva chiusura o apertura, debolezza dell'io, incapacità di dire no o di protendersi verso il mondo.

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