Conferenza del 5 Ottobre 2008
Le radici dell'odio: le ferite del cuore

Le manifestazioni dell'odio


Di Claudio Faggi

Manifestazioni dell'odio nella società

Voglio iniziare descrivendo un gesto comune nella nostra vita di tutti i giorni.

È l'ora di cena, abbiamo davanti un piatto fumante che ci aspetta, e mentre ci accingiamo inforchettare la pasta… ah!! Il telegiornale, basta un click al telecomando per dare il via al consueto elenco di sciagure.

Infatti, basta vedere un telegiornale o sfogliare un quotidiano, per comprendere che in pratica sono elenchi di sciagure. Se potessimo togliere le notizie di cronaca, i telegiornali durerebbero infatti 10 minuti.

Le notizie che danno sono più o meno di questo tipo:

Salendo di livello:
› un kamikaze si fa esplodere in un mercato facendo morti e feriti tra chi era li in quel momento

Salendo ancora di livello:
›gli attentati tipo le torri gemelle o le guerre oppure la strage quotidiana che fa la fame nel mondo.

Su questi fatti di solito vengono fatte una serie interminabile di trasmissioni che chiamano "di approfondimento", le quali sviscerano ogni episodio nei più piccoli particolari, anche i più cruenti perché fanno audience, con tanto di commento del criminologo o dello psicologo che fa l'analisi del comportamento.

Ma quali spiegazioni vengono date a questi fatti??

La madre che si uccide portando con se il figlio o che lo abbandona tra i rifiuti era "gravemente depressa".

Il tizio che perde il lavoro e si uccide dopo aver sterminato la famiglia, è stato vittima di un raptus, perché secondo i vicini era un tipo cordiale e faceva una vita irreprensibile.

L'ubriaco o drogato di turno che si mette al volante e investe i passanti a 150km orari all'ora, era appunto drogato e quindi incosciente.

Il kamikaze che si fa saltare tra la folla era un pazzo invasato.

Per i grandi attentati e le guerre ci sono invece ragioni politiche.

Come vedete per ogni evento c'è una sorta di giustificazione.

Ma mai nessuno lo chiama ODIO, su questa parola c'è come una sorta di censura. Nessuno dice esplicitamente che sono tutte forme di odio.

E questo perché nessuno di noi pensa di averlo, sono sempre gli altri che odiano.

Infatti c'è un vittimismo dilagante. Molte persone si lamentano più o meno velatamente ma continuamente che il capo ufficio le tratta male, che il marito non le capisce, che i figli non li ascoltano, che lo stipendio è basso , ecc. In poche parole dipenderebbe dal comportamento degli altri, la negatività della loro situazione.

Se usciamo qui fuori, intervistiamo le prime 100 persone che passano e gli diciamo: "Vorremmo farle una domanda: ma lei odia??"

Otterremo probabilmente 100 risposte tutte uguali più o meno di questo tipo: "Odio è una parola esagerata, qualcuno mi è antipatico, litigo ogni tanto, ma io non sono un tipo che odia…"

Questo mi sembra il punto, che nessuno pensa di avere l'odio; tutti sono intimamente convinti che a parte qualche piccolo difetto, sono fondamentalmente buoni.

È vero, come l'impiegato di cui parlavamo prima, ognuno di noi, a parte qualche episodio in cui perde le staffe ma è normale, fa una vita irreprensibile, va a lavorare, porta i figli a scuola, ecc. , l'odio sembra che non esista.

E allora come mai avvengono i fatti che ci raccontano quotidianamente i telegiornali, come mai nel mondo ci sono almeno una quarantina di guerre, come mai c'è la fame, come mai milioni di persone non hanno accesso all'acqua e alle medicine per curarsi, come mai tanto per citare il nostro paese, c'è la mafia, la camorra e la n'drangheta??

E non sto citando fatti occasionali che avvengono di tanto in tanto, queste cose esistono da sempre, da quando esiste l'uomo.

L'odio infatti esiste dentro ognuno di noi, ma per la maggior parte è rimosso.

Per chi non ha dimestichezza con i cosiddetti termini tecnici, rimosso vuol dire escluso dalla coscienza. Ma "escluso dalla coscienza" non significa eliminato, semplicemente vuol dire che non ci accorgiamo che c'è.

L'odio, come ci documentano i fatti di cronaca, può essere assai distruttivo, ma essendo per la sua maggior parte fuori dalla nostra coscienza, si scarica in altre forme "meno pericolose".

Provo a fare un elenco di queste forme di odio:

Anche se a un'occhiata superficiale potrebbe non sembrare, queste sono tutte forme di odio.

Ma questo difficilmente viene detto apertamente; che l'indifferenza, la chiusura o l'orgoglio sono forme di odio, si trova difficilmente anche nei libri di psicologia.

Il motivo principale sta nel fatto che nessuno è disposto ad assumersi il proprio odio e attribuisce sempre agli altri la colpa del proprio comportamento negativo.

Questo fatto di attribuire sempre la colpa agli altri, mi induce a usare un altro termine tecnico: si chiama proiezione.

Pensate a quando si proietta un film al cinema, le immagini stanno qui e vengono proiettate lì, e quindi le vediamo lì, non qui. Così è per l'odio, sta sempre lì, e quindi lo vediamo lì, negli altri o nella società, in fattori comunque esterni a noi.

Ma i fattori esterni, per quanto gravi possano essere, non sono mai la causa del nostro odio, ma ne sono semplicemente la molla scatenante, perché come ho detto finora noi l'odio ce lo abbiamo già ma è nascosto alla nostra coscienza.

A questo punto può sorgere una domanda: dal momento che l'odio esiste da quando esiste l'uomo e ognuno fa fatica a riconoscersi il proprio, a che scopo ci portiamo dentro questo fardello, quali sono le cause dell'odio??

Alcune cause dell'odio

Provo a spiegare le cause dell'odio secondo noi.

Quali sono le situazioni in cui noi siamo portati ad odiare? Di solito quelle in cui subiamo dei torti che riteniamo molto gravi, tipo grosse mancanze di rispetto, offese alla nostra persona, soprusi, prevaricazioni. Potremmo dire che odiamo più facilmente nelle situazioni in cui ci sentiamo umiliati da qualcuno.

Per fare degli esempi non è necessario immaginare chissà cosa, perché mancanze di rispetto, prevaricazioni e umiliazioni sono cose che avvengono molto spesso, ad esempio, nelle situazioni di lavoro.

Adesso immaginiamo che tali soprusi, tali offese, non siano occasionali ma si protraggano nel tempo, cioè che tali situazioni umilianti durino diversi mesi o diversi anni e che per vari motivi non ci possiamo far nulla. Penso che sia capitato a tutti nella vita.

A questo punto vi rivolgo una domanda: quando vi è successo di sperimentare queste situazioni per la prima volta??

Se non ve lo ricordate ve lo dico io, appena siete nati e per quasi tutta l'infanzia. Tutti noi fin da quando eravamo bambini molto piccoli abbiamo dovuto subire una serie di piccoli-grandi soprusi per poter essere educati secondo il modello di vita che volevano i nostri genitori e per usufruire dell'amore e dell'affetto che loro ci davano.

La mancanza totale o parziale di amore, di contatto corporeo, di ascolto, di comprensione anche se involontaria o a fin di bene, è comunque vissuta da un bambino piccolo come una grave umiliazione e genera in lui una ferita profonda.

Un bambino molto piccolo non può reagire con la forza né sopportare un tale dolore per mesi e addirittura per anni e soprattutto non può fare a meno dell'amore dei suoi genitori.

La sua unica difesa è quella di reprimere i propri sentimenti creando una specie di muro affettivo fatto di chiusura e di orgoglio, cioè di odio.

Tale odio viene poi, per la maggior parte, escluso dalla coscienza per mantenere l'affetto dei genitori, e rimane li' nascosto per tutta la vita.

Molte persone fanno fatica ad accettare il fatto che un bambino piccolo possa odiare, ma se trattiamo un bambino piccolo con disprezzo, lo rimproveriamo pesantemente davanti agli altri, non lo ascoltiamo mai, non perdiamo mai tempo a spiegargli le cose, non aspettiamoci che poi ci dica "grazie, lo hai fatto per me", certo che ci odia.

Purtroppo molto spesso i genitori non si accorgono di trattare i loro figli esattamente come sono stati trattati dai loro genitori.

Breve definizione di odio secondo noi

Per concludere, riassumo provando a dare questa definizione di odio.

L'odio è quel meccanismo di difesa che il bambino mette in atto fin dai primi mesi di vita (e anche prima, pensiamo per esempio alle minacce d'aborto molto diffuse, che sono un rifiuto inconsapevole del figlio da parte della madre) per proteggersi da un dolore che a quell'età non è per lui sopportabile, quindi a questo stadio di vita l'odio ha una funzione protettiva.

Poi nell'età adulta, quando la minaccia vitale non è più presente, l'odio continua continua ad esistere per altre ragioni, ad es. per vendicarsi, questo sarà ampiamente spiegato nei prossimi interventi.



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