La Funzione del Perdono
Di ANTONIO MAZZETTI

Definizione di perdono

Dal vocabolario:
PERDONO = abbandonare ogni risentimento o proposito di punizione e vendetta nei confronti di chi ci ha arrecato un'offesa o un danno.

Già dalle parole del vocabolario possiamo vedere che il perdono serve a lasciare definitivamente (abbandonare), ogni risentimento (cioè odio) e vendetta (progetto vendicativo omicida e/o suicida), ossia rinunciare definitivamente ai due principali meccanismi di difesa dell'infanzia e dell'intrauterino, che da adulti si trasformano in meccanismi di offesa.

Noi crediamo, inoltre, che il perdono sciolga anche l'orgoglio, ed anche questo lo ritroviamo nel vocabolario lì dove dice di perdonare le offese, perché l'orgoglio ci difende proprio dalle "offese" ricevute e dal dolore delle umiliazioni. Il perdono è per noi un processo lungo e delicato, che si sviluppa nel tempo per il quale sono necessari diversi atti creativi.

Fasi del processo del perdono

Il processo del perdono si articola in differenti fasi che potremmo così sintetizzare:

Condizioni per un autentico perdono

Le fasi precedentemente descritte sono colorite da un intenso dolore infantile che è quello non elaborato nell'infanzia. È necessario, quindi, aiutare il Bambino interiore ad aumentare la sua fiducia nella vita per arrivare pian piano ad esprimere le proprie emozioni di odio e di dolore che non ha potuto manifestare allora. Molti di noi rifiutano di attraversare questo ostacolo, impedendosi di proseguire oltre nel processo odio- dolore-perdono.

La manifestazione delle emozioni infantili è condizione "sine qua non" per un percorso di perdono e liberazione interiore dal passato.

Se non ci si è assunti infatti il proprio odio e se non si è coscienti del proprio progetto vendicativo omicida/suicida, si rimane pesantemente legati alla posizione di vittima, che attira sempre nuove offese e nuove umiliazioni che giustifichino il proprio costante lamento e mantengano invece inalterato l'odio e il progetto vendicativo inconscio e nascosto.

Ma è inoltre indispensabile, per spezzare e superare i blocchi energetici che impediscono la manifestazione delle emozioni stesse, la loro comprensione razionale e il relativo vissuto esperienziale dell'infanzia che blocca il naturale scorrimento della bioenergia del corpo. Processo questo meravigliosamente evidenziato da W.Reich.

Attenzione, tuttavia, che il vero obiettivo non è lo scorrere della bioenergia, esso è una condizione necessaria ma non sufficiente se non vi è anche la decisione spirituale profonda di perdonare l'offesa subita, sciogliendo pian piano l'orgoglio.

Lo spirito è amalgamato e compenetrato in tutto il corpo, ma il corpo non è tutto lo spirito.

È necessario vi sia prima di tutto la decisione spirituale di perdonare perché tale decisione attiene sia all'offesa attuale sia, ma soprattutto, all'offesa genitoriale che è offesa molto profonda e ingiusta, che ci ha colpito quando eravamo totalmente incapaci di difenderci, minando pesantemente il nostro sviluppo naturale.

Infatti spesso l'offesa attuale non è realmente così grave o evidente come l'individuo se la vive. La sofferenza infatti è dovuta più alla ferita antica sprofondata nell'inconscio non ancora rimarginata, ferita che viene toccata dalla situazione attuale.

Comprenderete facilmente come la decisione di perdonare non opera nessuna profonda trasformazione se viene riportata alla sola situazione attuale.

La ferita antica infatti non viene curata e guarita dal perdono e rimane totalmente attiva, poiché il perdono non ha toccato le profondità necessarie alla guarigione stessa. Si comprende quindi come sia necessario e fondamentale avere una valida conoscenza delle offese infantili genitoriali ricevute.


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