Wilhelm Reich

Il Settimo Livello (Seconda Parte)


Le disfunzioni sessuali

Prima di descrivere alcuni tipici disturbi sessuali è bene ricordare che quando si presentano sono sempre relazionali, riguardano, cioè, tutti e due i partner, non solo chi evidenzia il problema.

Significa, in altre parole, che è bene risolverli insieme, alleati l'uno con l'altro. Oppure, a scopo terapeutico, anche accusandosi proiettivamente, ma per individuare meglio il proprio problema, non per scaricare veramente le colpe sull'altro.

Un'altra precisazione riguarda il carattere temporaneo o episodico di questi disturbi che possono presentarsi come somatizzazioni, reazioni, cioè, ad eventi o vissuti emotivi.

L'impotenza erettiva

L'impotenza erettiva si verifica quando il meccanismo vascolare riflesso non riesce a pompare nei corpi cavernosi del pene abbastanza sangue da renderlo rigido ed eretto.

Sono molte le possibili spiegazioni, oltre a quelle specifiche relazionali (dinamiche), in generale qui è all'opera l'azione vasocostrittrice del sistema simpatico quindi c'è una condizione d'ansia che si combina spesso con un eccesso dell'eccitazione o con un livello d'eccitazione mal tollerato che scatena la reazione di fuga.

Può esserci paura della vagina quando l'erezione c'è, ma scompare non appena si intende penetrare, o quando si riesce a mantenere l'erezione solo con la manipolazione manuale o orale, chiaro segno di una sessualità pregenitale.

L'eiaculazione precoce

L'uomo per il ruolo che ha nel rapporto sessuale non sembra avere problemi di movimento, in realtà i diffusi problemi di eiaculazione precoce dimostrano il contrario. Infatti l'eiaculazione avviene dopo pochissimi movimenti coitali o addirittura prima ancora di penetrare.

La dinamica psicologica di questo problema è l'aggressività vendicativa inconscia nei confronti della donna, ciò è reso evidente dalle conseguenze dell'eiaculazione precoce: infatti spesso la compagna non fa in tempo a raggiungere l'orgasmo restando insoddisfatta e scontenta.

Il bacino è, appunto, un "bacino" che ha la proprietà di accumulare una gran quantità d'energia, ed è proprio da questa capacità che dipende il grado d'intensità della scarica.

L'eiaculazione precoce, a causa dei blocchi muscolari del bacino, è l'incapacità di innalzare il livello energetico e mantenerlo, in pratica tollerarlo, per un certo tempo.

L'eiaculazione ritardata

Il problema dell'eiaculazione ritardata è opposto, perché la difficoltà ad eiaculare può far durare un rapporto anche due o tre ore.

Anche qui è presente una dinamica d'aggressività (la compagna ne esce sfinita), con in più una componente sadica sostenuta da un tratto narcisistico.

Per quanto riguarda l'aspetto energetico, se nel primo caso abbiamo parlato d'incapacità a caricarsi, qui troviamo la paura di scaricarsi, di abbandonarsi ai movimenti orgasmici involontari.

La perdita del seme è vissuta come una dispersione d'energia vitale e quindi temuta (la filosofia taoista prescriveva la ritenzione del seme, in quanto eiaculare significava invecchiare precocemente).

Le disfunzioni sessuali nelle donne

È più difficile parlare delle disfunzioni sessuali dell'universo femminile, nell'uomo tutto sembra più evidente a cominciare dai suoi genitali che trasmettono segnali molto "visibili" quando è eccitato sessualmente. Nella donna, invece, tutto è più nascosto, come i suoi organi genitali.

In generale, le donne, quando non siano genitalmente sane o isteriche di copertura (sessualità orale), nascondono il proprio desiderio sessuale.

Aiutate dalla minore evidenza dei loro organi genitali, le donne non affrontano seriamente questo come un problema, perseverando così in un atteggiamento di chiusura e rifiuto per partner che, in più, negano, aspettando che sia "lui" a darsi da fare o lamentandosi perché "pensa solo a quello".

Spesso nelle storie delle donne che vivono il sesso come un obbligo c'è la completa assenza d'esperienze di masturbazione, o se c'è qualche episodio questo riguarda solo la manipolazione del clitoride, mai della vagina.

Se proponi loro di cominciare ad affrontare il problema masturbandosi, lo fanno con grandi resistenze, si mostrano indifferenti, annoiate. Quando invece, nel farlo cominciano a provare qualche senso di colpa, almeno sanno che la loro indifferenza nasconde, in realtà, paura.

La masturbazione è uno strumento fondamentale di conoscenza del proprio corpo e delle proprie sensazioni sessuali, senza la masturbazione, la zona genitale è come anestetizzata, separata dal corpo. Se non si sviluppa la capacità di "darsi" piacere, non può nemmeno attivarsi il desiderio di darlo e riceverlo.

I disturbi più noti in campo femminile sono la totale incapacità di provare la benché minima eccitazione sessuale definita come frigidità, l'assenza d'orgasmo nota come anorgasmia, (o l'incapacità di provare quello vaginale), e le disfunzioni muscolari note come vaginismo e dispareunia.

Frigidità e anorgasmia

Frigidità vuol dire "freddezza", questa non si traduce solo nel disinteresse per il sesso ma corrisponde ad un comportamento freddo, rigido e anaffettivo generale.

Queste donne nascondono dietro al rigido controllo delle loro emozioni una gran paura, che controllano mediante l'inibizione totale del desiderio sessuale e di ogni altro bisogno, eccettuato forse quello intellettuale.

Nell'anorgasmia è presente il desiderio e l'eccitazione ma questa non raggiunge mai l'acme necessario perché si avvii la fase delle contrazioni orgasmiche involontarie. Le donne anorgasmiche temono di perdere il controllo, vivono la dissoluzione dell'Io, tipica dell'esperienza orgasmica, come una minaccia d'annientamento.

Questo non concedersi fino in fondo all'altro corrisponde anche ad un controllo narcisistico e orgoglioso che si traduce in un rifiuto all'altro di cui, però, non sono coscienti, convinte, come sono, di desiderare ardentemente avere l'orgasmo.

Le donne che raggiungono l'orgasmo solo con la manipolazione del clitoride hanno invece difficoltà ad acquisire un identità sessuale femminile adulta. Quando c'è potenza orgastica la manipolazione del clitoride è gradita solo nella prima fase, nella seconda può risultare addirittura sgradevole.

L'orgasmo clitorideo, a differenza di quello vaginale, resta circoscritto nell'area dei genitali e produce poco o nessun movimento convulsivo nel resto del corpo.

Il vaginismo e la dispareunia

Il vaginismo e la dispareunia sono:
il primo uno spasmo della muscolatura involontaria vulvo-perineale tale da impedire la penetrazione ma anche ogni tipo d'intrusione vaginale.
Il secondo è una contrattura dei muscoli vaginali tale da permettere la penetrazione che però è sentita come molto dolorosa.

In tutti e due i casi sono presenti il desiderio, l'eccitazione e la capacità di giungere all'orgasmo clitorideo.

Le donne vaginistiche sono fobiche e ansiose, spesso conservano una tenace ignoranza sull'anatomia dei genitali interni. Le donne affette da dispareunia (ma è anche un disturbo maschile) presentano lo stesso arresto nell'evoluzione della loro identità psicosessuale ma hanno, in più, una componente d'ostilità e aggressività nei confronti del partner.

Potremmo dire che il primo tipo di donna rifiuta il pene perché è infantile, il secondo lo rifiuta perché è fallica, castrante.

Fisiologicamente la vagina, come la bocca (i due tessuti sono composti dallo stesso tipo di cellule), è un organo con un orifizio, ma psicologicamente e emotivamente rappresenta un accesso al corpo della donna, l'uomo che penetra la vagina "entra" anche nel corpo femminile.

In un senso più profondo, l'organo sessuale di una donna è tutto il suo corpo. Quando una donna reagisce sessualmente con tutto il corpo, reagisce con un orgasmo vaginale.

L'impossibilità ad accettare la penetrazione rappresenta la difesa estrema da un accesso alle profondità del proprio corpo che è vissuto come minaccioso, pericoloso per la propria integrità psicofisica. Per finire, vorrei aggiungere che, spesso, nella storia di queste donne c'è una madre che le ha allattate con un seno fallico, invadente.

I muscoli del segmento pelvico

Gli organi dell'apparato genitale poggiano su un "pavimento" concavo interrotto in corrispondenza degli orifizi degli apparati uro-genitale e digerente.

Il PAVIMENTO PELVICO è costituito da più strati:

Il DIAFRAMMA PELVICO è costituito da diversi fasci muscolari che collegano le ossa del pube, ileo, ischio al coccige. Il muscolo elevatore dell'ano costituisce la parte più importante del diaframma pelvico con la funzione di sostenere gli organi intrapelvici opponendosi al loro prolasso.

Si compone di due muscoli a destra e sinistra che si incrociano in mezzo e contornano il retto, la prostata nel maschio, e il retto, l'uretra e la vagina nella femmina.

Il blocco questo muscolo è responsabile del vaginismo.

Il MUSCOLO SFINTERE esterno dell'ANO è posto sotto al diaframma pelvico e la sua contrazione determina l'espulsione della materia fecale.

La MUSCOLATURA DELLA REGIONE URO-GENITALE è composta da muscoli importantissimi per la riproduzione e la sessualità. Sono muscoli che regolano la progressione dello sperma nel canale uretrale e la regolazione sfinterica dell'urina, e contribuiscono comprimendo la radice dei corpi cavernosi del pene e del clitoride alla loro rispettiva erezione sia aiutando a sospingere il sangue nei loro corpi cavernosi, sia impedendone il deflusso.

Nel maschio partecipano anche al fenomeno dell'eiaculazione determinando l'espulsione ritmica dello sperma.

Aspetti somatici e psichici del bacino

Tra le zone dolenti, e spesso bloccate del bacino, vi sono quelle sopra la sinfisi pubica, e gli adduttori delle cosce, quelli che Federico Navarro chiama i "muscoli della verginità", tesi e contratti sia nelle donne che negli uomini.

L'azione di questi muscoli e di quelli che consentono i movimenti di bascula del bacino (addominali, glutei, cosce, lombari), è responsabile della postura ritratta del bacino, (tanto diffusa e erroneamente considerata sensuale!) chiaro segno di castrazione e paura sessuale, così come di quella inversa, segnale invece di resa, sconfitta.

A questo livello, i naturali impulsi verso il piacere, si trasformano a causa dell'armatura, in una specifica angoscia e ira pelvica che è a sua volta rimossa. Riuscire a percepirla e manifestarla può rivelarsi fondamentale per riuscire a sbloccare il bacino.

L'angoscia orgastica si presenta allorché le sensazioni orgonotiche possono giungere ai genitali. Questa è spesso una fase difficile, perché l'angoscia dell'orgasmo fa nascere resistenze e paure tenaci.

Si possono avere i sintomi più svariati, diminuisce il desiderio sessuale, si ha paura di scoppiare, di cadere, di non avere coordinazione nelle gambe, si percepisce un senso di vuoto.

Il Super-io secondo Federico Navarro

La paura inscritta nel bacino è collegata al Super-io, che Federico Navarro colloca nel bacino e nelle gambe. Federico postula l'esistenza di due Super-io: uno legato al collo, l'altro al bacino.

Il Super-io del 3º livello, il collo, ha a che fare con il narcisismo secondario. Si tratta dell'"ideale dell'Io", che costringe il soggetto a mascherare quegli aspetti di sé che, raffrontati con il modello ideale interno (frutto delle aspettative genitoriali), giudica negativi. Il Super-io nel collo corrisponde, quindi, alla paura del proprio giudizio.

Il Super-io del 7º livello, la pelvi e le gambe, corrisponde alla somma delle proibizioni e dei divieti che il soggetto ha subito e introiettato nel periodo dell'educazione sfinterica e della scoperta delle sensazioni sessuali con la masturbazione.

Questo Super-io è un entità autoritaria che reprime e castra, essa corrisponde alla paura del giudizio altrui, dell'opinione che gli altri hanno di noi.

La repressione induce a tenere costantemente contratto lo sfintere anale, una tensione che coinvolge quasi tutti i muscoli di questo distretto.


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