Wilhelm Reich
Di ANTONIO MAZZETTI

Il pensiero funzionale (Parte I)

Vi possono essere due diverse situazioni, e cioè:

Queste concezioni antagonistiche della natura, sono causa di enormi danni per l'uomo e per la vita in genere. Si pensi, ad esempio, alle rovinose guerre di religione fra Indù e Musulmani per la spartizione dell'India, oppure, in chiave meccanicistica, agli effetti dell'era della bomba atomica e dell'inquinamento.

Reich oppone al pensiero mistico e al pensiero meccanicista, il pensiero funzionale che spiega nel libro Etere, Dio e Diavolo.

Il funzionalismo energetico orgonomico è la tecnica di pensiero dell'uomo non fornito di corazza. Questo suo essere non corazzato lo mette in condizione di essere in intimo "contatto" con la natura all'interno e all'esterno di se medesimo.

Egli agisce, come ogni altro animale, in modo funzionale. (Per chiarire meglio questo punto vi raccomando di dare un'occhiata nella sezione del sito riguardante osho, il paragrafo intitolato Azione e attività).

L'uomo corazzato

L'uomo corazzato, invece, agisce in maniera meccanica oppure mistica.

Secondo Reich non v'è né "senso", né "fine" o finalità alla vita: il funzionalismo vivente è l'essenza stessa della vita. Ciò che vive è privo di corazza, non ricerca un senso o un fine alla propria esistenza, funziona spontaneamente, significativamente, utilmente senza bisogno del "tu devi".

L'essere corazzato invece, funziona esclusivamente spinto dal "tu devi", oppure "io devo". Reich poi si pone delle domande apparentemente ingenue: Perché l'uomo sbaglia da millenni? Ovunque l'uomo crei sistemi scientifici, filosofici o religiosi perché sbaglia in un modo tanto grave, tanto catastrofico e tanto coerente? È necessario che l'uomo sbagli?

Ecco un paio di esempi di carattere storico:

Reich dice che quando l'uomo sbaglia costruisce un edificio mentale errato, ma intensamente coerente, con la stessa intima logica che ritroviamo negli stati di allucinazione paranoica. Anzi, come nella paranoia, i sistemi teorici hanno una particolare relazione con la realtà.

Rivediamo le errate interpretazioni sull'Universo:

Indagando sul nocciolo di tali errori si nota la presenza di un fattore costante: I concetti di immobilità e di assoluto. È come se il pensiero umano non sapesse liberarsi dell'idea di ciò che è statico e non riuscisse a concepire il problema del flusso o movimento.

Quindi il primo sostanziale errore è il concetto di Assoluto che l'uomo attribuisce a ogni sua verità e scoperta. "Assoluto" e "statico", cioè definitivo. Il secondo errore riguarda la colpa che si è affiancata all'assoluto.

A partire dal peccato originale, sia le scoperte scientifiche che la religione, hanno attribuito a qualcosa o a qualcuno la colpa degli errori e dell'infelicità.

Ogni sistema "dottrinale" (ideologico), risulta logico ed esatto, proprio come un sistema di pazzia (paranoia). La sua inesattezza si rivela soltanto a chi ne è esterno, a chi pone domande in apparenza semplici e sciocche.

Per esempio chi non abita a New York potrebbe domandarsi come mai otto milioni di persone si sono rinserrati così strettamente su di una piccola isola, da poi dover costruire edifici di decine di piani per risparmiare spazio! È necessario considerare la vita umana dal punto di vista di ciò che vive e non da quello della:

Le domande semplici possono apparire folli o infantili se viste da questi punti di vista. Ecco alcuni esempi di domande semplici che il Ricercatore Orgonico si pone:

Ad ogni domanda c'è una risposta chiara, esauriente e assolutamente logica soltanto se si segue lo schema di chi è inserito in quella lucida follia. Ma perché gli esseri umani sbagliano in modo così evidente e poi si abbarbicano così ferocemente a tali errori? Perché l'uomo odia così fortemente chi propone nuove verità che contrastano con le vecchie ideologie? Occorre soltanto trovare la fonte dell'ostinato errore umano.

Cominciano col dire che, mentre si possono vedere e descrivere le obiettive funzioni della natura, non è possibile nessun giudizio indipendente da parte delle percezioni sensoriali. Le percezioni dei sensi, infatti, appartengono all'apparato percettivo soggettivo dello studioso.

Reich afferma che dopo aver partecipato anche lui ai vari errori della mente, ha saputo, però, ravvedersi e correggersi. Egli afferma quindi che il disastro dei continui errori umani è attribuibile alla struttura patologica, ossia al corazzamento patologico dell'essere umano.

Ma anche la corazza è un meccanismo difensivo, per cui probabilmente il problema sta nella relazione dell'essere vivente umano con l'energia cosmica che lo governa.

Tutti scaricano proiettivamente la colpa ad altri, ma non si tratta di nessuna "colpa", dice Reich, bensì di una "catastrofe" ancora oscura, avvenuta nello svolgimento evolutivo dell'uomo. Il corazzamento biologico è il gigantesco meccanismo centrale del decorso errato.

Il corazzamento è l'unica funzione che agisce contro la mobilità della funzione vivente, è nato come azione frenante. Da qui l'idea errata dell'assoluto, dello statico ecc. L'essere umano ha sbagliato soprattutto nei concetti di Dio, etere e uomo. Per di più, Dio e etere sono talmente simili negli attributi da far ipotizzare una radice comune.

In definitiva l'essere umano ha dovuto proiettare la percezione dell'energia orgonica o misticamente su Dio, o meccanicamente nell'etere perché la corazza caratteriale non ha permesso la presa di coscienza dell'esistenza dell'energia orgonica che tutto pervade, essere umano compreso.

La corazza ha impedito la presa di coscienza e la comprensione dell'energia orgonica perché l'uomo non era ancora in grado di sentire la forma vitale dell'Orgone dentro di sé.


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