Tale meccanismo è frequente nelle nevrosi ossessive, in cui attraverso un particolare cerimoniale ripetuto meccanicamente, (lavarsi le mani decine di volte al giorno) si tenta di controllare impulsi nascosti.
L'isolamento dell'affetto è stato particolarmente studiato dalla psicanalisi perché quando viene messo in atto nel corso delle associazioni libere, (tecnica costitutiva della terapia psicanalitica che consiste nell'esprimere senza discriminazione tutti i pensieri che vengono in mente) viene identificato come elemento resistenziale.
Secondo noi questo meccanismo di scissione tra l'emozione e la sua rappresentazione è molto diffuso a livello sociale basti pensare alla pratica della medicina allopatica in cui il sintomo della malattia (rappresentazione dell'affetto) viene considerato e trattato come un elemento totalmente esterno ed estraneo alla vita emotiva e affettiva del soggetto.
Al contrario, nel percorso terapeutico, possono avere valore abreativo (cioè di scarica dell'emozione) proprio quei momenti in cui si ricostruiscono i legami tra il vissuto emotivo e l'accadimento esperienziale.
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