Definizione
E' il procedimento con cui il soggetto cerca di dare una spiegazione coerente dal punto di vista logico o accettabile dal punto di vista morale ad un'azione, un'idea, un sentimento ecc di cui non sono percepiti i veri motivi.
Si parla più particolarmente della razionalizzazione di un sintomo, di una coazione difensiva, di una formazione reattiva.
La razionalizzazione è un meccanismo di difesa col quale tutti abbiamo familiarità. E' infatti il tentativo di dare una logica ad un comportamento che è in effetti irrazionale ed è motivato da impulsi inconsci e dalle difese contro di essi.
Quindi la persona non si rende per nulla conto che sta giustificando a se stessa e agli altri qualcosa che altrimenti apparirebbe insolito o che potrebbe suscitare delle domande.
Perciò quando è usata in modo cosciente per nascondere le ragioni di una particolare azione o per mentire volontariamente non si parla di meccanismo di difesa.
La razionalizzazione è comunemente usata come terza linea di difesa. Prima viene la rimozione, se essa non basta a tenere a bada l'angoscia si usa la proiezione, lo spostamento o la conversione.
Se il comportamento che né deriva è strano o insolito o tale da suscitare l'attenzione degli altri o è inaccettabile per il soggetto, egli ricorre alla razionalizzazione per fornire (fornirsi) una spiegazione plausibile.
E' per questo che la razionalizzazione di solito non è inclusa nei meccanismi di difesa nonostante la sua palese funzione difensiva. Ciò è dovuto al fatto che essa non interviene direttamente contro il soddisfacimento di una pulsione, ma camuffa secondariamente gli elementi del conflitto difensivo.
Anche le difese, le resistenze nell'analisi, le formazioni reattive possono infatti essere razionalizzate. La razionalizzazione trova solidi sostegni in ideologie costituite, nella morale comune, nelle convinzioni politiche e religiose.
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